1. Esiste una cosa molto bella che si chiama libertà di pensiero. Uno nasce, cresce, fa esperienza, e si fa la sua idea di come vanno le cose. Capita che nel corso degli anni si cambi idea, si torni sui propri passi, si aggiungano dettagli ad una certa opinione, basati su fatti o sensazioni o esperienze.
    Ma le persone, la gente, la gente media intendo, dove “media” è una deliberata offesa, crede che sia una loro personale battaglia il far cambiare idea agli altri.
    E danno vita a interi movimenti di pensiero volti solo a far cambiare idea a qualcuno.
    Quello che la gente media non vuole in alcun modo capire è che dentro il mio cervello io non ci faccio entrare un cazzo di nessuno. Sono una spugna che assorbe gli stimoli esterni ma li conservo lì di fianco allo zerbino del mio intelletto, e li vaglio e li analizzo e col cavolo che li faccio entrare senza prima aver compreso per bene di che si tratta.
    Ma la gente insiste, la gente ti vuole diverso. La gente vede il pensiero e l’idea, annusa l’esistenza di un’opinione autonoma e personale e se ne vuole impossessare, come se fosse un gioiello. E la gente poi queste idee che ti ruba le colleziona per usarle contro altre persone senzienti, perchè la gente è stupida, e tu ti devi sempre guardare dalla gente stupida, e ne è pieno il mondo, e ne è pieno il mio mondo, come il tuo, come quello di tutte le persone che non vogliono essere gente, ma vogliono solo essere liberi. E nella storia è esistita gente che ha ammazzato le persone per rubargli l’idea, che le ha bruciate o torturate o soggiogate con l’unico scopo di portare via quella libertà di pensiero.
    E no, non abbiamo mai imparato la lezione. Perchè ancora oggi ci si preoccupa solo di cosa si indossa e di cosa si possiede, tutte cose che posso essere perse o rubate facilmente, mentre il pensiero più profondo e personale è una ricchezza che è sopravvissuta a guerre, fuoco, esplosioni e prigionia. 
    E’ un mondo fatto di persone che affogano ogni giorno in un mare di gente del cazzo. 

    1 anno fa  /  1 nota

  2. Se non avessi creduto fermamente nell’amore, non lo avrei trovato così tante volte, in così tanti posti, in così tante forme e in dosi da bastarmi per una vita intera.

    1 anno fa  /  2 note

  3. Succede che oggi è la festa della donna, e io, come tutti gli anni, odio questo giorno.
    Succede che anche oggi ho visto lo stesso numero di donne fare la spesa da sole, portare i figli a scuola da sole, vivere la giornata sbrigandosela da sole, come se niente fosse.
    Chi lavora in ufficio ha trovato magari una mimosa sulla scrivania, lasciata da quel collega che di solito la tratta come una segretaria nonostante sia un pari livello, solo perchè lei è una donna.
    C’è chi ha ricevuto la mimosa dal capo, lo stesso capo che magari quella promozione che lei merita e desidera la darà al collega maschio. Che tanto ai figli a casa ci pensa la moglie e lui può fare le trasferte e le riunioni fino a tardi.
    C’è chi ha ricevuto la mimosa dal marito, fidanzato, compagno, magari anche le rose. Poi torna a casa, ringrazia, e fila dritta in cucina a preparare la cena perchè se alle 19.30 non è pronto in tavola poi lui urla.
    C’è chi l’ha ricevuta dai figli, presa ad una bancarella all’uscita di scuola, “dai che compro la mimosa a quella stordita di mia mamma sennò me la mena fino a Natale.”
    Si, lo odio questo giorno. Perchè solo oggi qualche “uomo” si ricorda che noi siamo “donne”.
    Solo oggi fanno gli auguri, regalano fiori, offrono cene.
    Per tutti gli altri giorni invece siamo ancora il sesso debole, le cuoche, le cameriere, le segretarie, le sguattere, le tuttofare, le puttane, le sceme, le inferiori, le ritardate.
    Lo odio proprio tanto questo giorno, è il giorno della festa dei vigliacchi.
    Quelli che credono che basti una carezza a cancellare anni di violenza profonda e senza fine.
    Lo odio questo giorno. Anche a nome di tutti quegli uomini che invece ci fanno sentire ogni giorno regine della loro vita. Per colpa di altri uomini, voi siete sempre quelli che ne pagano le conseguenze. 

    1 anno fa  /  6 note

  4. Voi che cercate quello ricco, con la bella macchina, con una posizione sociale, con il fisico curato, con l’abbronzatura tutto l’anno, con la bella voce, con i modi galanti e gentili. Voi che se uno non vale abbastanza allora non vale niente. Voi che se le vostre amiche non ve lo invidiano allora non ci perdete tempo. Voi, che avete da offrire?
    E mi fate pena, e tenerezza, e mi dispiace per voi. Voi che non conoscete la bellezza e la sincerità delle imperfezioni.
    Voi che sapete vivere solo e soltanto con gli occhi.
    Voi che in realtà siete piccole femmine arrabbiate e urlanti.
    Voi che se vi si chiede se avete mai amato davvero non sapete nemmeno rispondere.

    1 anno fa  /  0 note

  5. Sai cosa si fa quando non se ne può più? Si cambia.
    Alberto Moravia. (via perlediundiavolaccio)

    (via perlediundiavolaccio)

    1 anno fa  /  179 note  /  Fonte: spentadentro

  6. Stare con te è come quando arrivi a casa dopo un tragitto lunghissimo sotto la pioggia, col vento e il freddo e con una borsa pesante, e in casa c’è il camino acceso, ti fai un bagno caldo, metti il pigiama comodo, mangi la tua cena preferita, e poi ti metti sotto le coperte morbide e fresche di bucato e ti addormenti senza pensieri.

    1 anno fa  /  5 note

  7. Le voci dentro di te sono quanto di più assordante possa esistere. Puoi tapparti le orecchie, cambiare stanza, uscire, ascoltare musica, fare finta di niente. Puoi allontanarti, puoi persino scappare. Puoi rinnegare ciò che senti, puoi andare in qualsiasi posto, in qualsiasi momento, di giorno e di notte, sperando di non sentire.
    Puoi desiderare di strapparti il cervello e di strapparti le orecchie e di cavarti gli occhi e di smettere di respirare. Non c’è soluzione. Quella voce lì, quella che ti dice cosa provi e chi sei, la sentirai per sempre.

    1 anno fa  /  8 note

  8. Ci ho pensato e ripensato. Mi sono fatta esami di coscienza e ho analizzato i miei comportamenti. Ho ripercorso discorsi e situazioni. Ho valutato, cercato giustificazioni e motivi. E sono arrivata ad una sola ed unica valida conclusione: devo smettere di voler bene alle persone.

    1 anno fa  /  6 note

  9. Tutti i testi di tutte le canzoni d’amore del mondo ci ricordano che quelle cose che noi pensiamo essere uniche e irripetibili in realtà sono già state provate, scritte, dette e sentite da milioni di altre persone.

    1 anno fa  /  8 note

  10. Amarsi è tanto facile. A volte bastano le parole, il suono della voce, il contatto della pelle. Amarsi è lasciarsi andare a qualcosa che non puoi affatto controllare, è una direzione presa dal cuore in autonomia, verso la quale fluiscono tutte le energie senza che tu debba fare alcuna fatica.
    Odiarsi invece è difficilissimo. Bisogna dimenticare le cose belle, ricordare sempre e solo quelle brutte, abituarsi a quel senso di logorio profondo che ti rende triste e insoddisfatto e che speri passi e lasci il posto all’indifferenza e per questo ci vuole tanto impegno.
    E io, in fin dei conti, sono sempre stata una persona pigra. 

    1 anno fa  /  11 note