Ci sono volte in cui i pensieri sono tanti e mutevoli, tutti insieme, nello stesso momento, nello stesso modo. Li vorresti ordinare e catalogare e poi magari scriverne, parlarne. Solo che non c’è un capo né una coda, è solo una massa di fili neri aggrovigliati, elettrici, appuntiti.
Le persone non sono importanti. Quello che pensano o che dicono di te non ti dovrebbe mai interessare fino al punto di ferirti. Se sei certo di chi sei guarda avanti e non ci badare. Proveranno a fermarti e a farti male, ma tu continua a camminare. Allora cercheranno di instillare il male nei pensieri di chi ti ama, ma tu vai avanti ancora più lontano. Non rimarrà loro altro che urlarti dietro per farsi sentire e tutti capiranno dov’è il male e dov’è il bene. E tu non ascoltare, che in quell’esatto momento saranno loro a distruggersi con le loro stesse mani. Le persone non sono importanti, a meno che non sia tu a farcele diventare.
Ogni tanto le conto, tutte le persone che ho dimenticato. Le conto e provo a ricordarle, chi erano, cosa mi hanno dato, cosa mi hanno tolto, cosa abbiamo fatto insieme e perchè le ho volute dimenticare. E’ sempre pericoloso e ne esco sempre in lacrime, ma in ogni vita c’è una strada che cominci a percorrere quando nasci e la finisci quando muori. E’ una strada aperta, a volte larga, a volte stretta, a volte ripida e a volte no. E ci incontri le persone, che camminano anche loro, e a camminare tutti insieme un po’ si parla, un po’ ci si conosce. C’è chi prende un bivio e scompare, ma poi torna sempre. C’è chi cade e non si alza più, e vola via e lo ricordi per i chilometri belli percorsi insieme. Poi ci sono quelli che conosci meglio, e finisci a camminare per mano. E sono quelli che io ho voluto dimenticare. Perchè mentre camminavo mi sono distratta un attimo e non li ho visti più.
Questa casa è piena di amore. Mi sdraio sul divano a guardare la tv e penso a te la sera, che ti addormenti lì con i capelli ancora bagnati dopo la doccia e i piedi nudi. Vado a dormire sul nostro letto ed è tutto bello e spensierato perchè sei lì di fianco e mi guardi e mi dai un bacio prima di dormire. E anche quando sei a lavorare, e io sono qui da sola, è tutto pieno di te e della nostra vita insieme, di ogni singolo giorno, attimo, pensiero che abbiamo condiviso in questi anni. E se un giorno te ne dovessi andare, queste quattro mura non avrebbero più senso o futuro, venderei tutto e me ne andrei, e una casa non la vorrei mai più.
Non mi piacciono i bambini. I bambini in genere. Sono rumorosi, impiccioni e invadenti. Non ne voglio e non so se ne vorrò.
Ma la cosa cambia radicalmente se sono figli dei miei amici. Allora li amo, me ne innamoro al primo sguardo, li coccolo, li osservo e mi meraviglio di quanto crescano, fisicamente e come piccole persone in erba.
Non sono incoerente. E’ solo che in quei bimbi io vedo gli occhi, la bocca, i modi di fare e i racconti di persone che adoro. E non posso non amare il frutto di persone che ho scelto per fare parte della mia vita.
E quando abbraccio i loro figli, mi sento un po’ figlia loro anche io.
La persona giusta non è facile da trovare, spesso arriva dopo anni di peregrinare tra storie difficile e storie insoddisfacenti. Ma quando arriva la riconosci subito.
Con gli altri il solo pensiero di andare a convivere, di sposarsi, o più semplicemente il pensiero di un intero fine settimana insieme ti soffocavano, ti spaventavano e credevi che non avresti mai compiuto quei passi che per altri sono così naturali.
Ma poi eccola che arriva, la persona giusta. E di colpo è tutto naturale, vacanze, weekend, casa, vita, futuro. Progetti cose che non avresti mai pensato di progettare.
E allora io non le capisco quelle coppie che si accaniscono a rimanere insieme nell’attesa di capire se sono giusti l’uno per l’altro, ferendosi reciprocamente e sognando ognuno il grande amore.
Perchè il grande amore è di una semplicità disarmante. E quella persona non devi faticare a capirla o ad accettarla, perchè è destinata a te.
Io non avrei grossi problemi a metabolizzare quello che mi succede nella vita. Succede, prendo atto, vado avanti. Purtroppo però ho un cervello, e questo bastardo mi fa scherzi orribili. Prende i fatti e li memorizza, ma non nella loro oggettività, no lui ci mette delle elaborazioni, analizza, confronta, va oltre. E alla fine mi ritrovo in memoria gli stessi fatti ma con delle spiegazioni e delle ipotesi. Poi la notte io vorrei dormire e il cervello, approfittando della mia disattenzione, sfoglia l’archivio memorizzato e io al mattino mi ritrovo con delle cose che la gente chiama sogni ma che sono solo i deliri notturni di sto cazzo di cervello che proprio non ne vuole sapere di essere oggettivo e di limitarsi ai fatti.
Ecco, quello che mi frega è questo. Si dice che chi non ha un cervello vive meglio, li chiamano stupidi. Ecco e io vorrei ogni tanto essere stupida, perchè averlo questo coso dentro la testa mi fa stare sempre e solo male.
Ci sono delle volte in cui mentre vivi ti fermi a guardarti e ti vedi con gli stessi occhi con cui ti vede lui. Ti guardi sorridere e scopri che non sei male quando sei felice. Ti guardi mentre ti osservi intorno e vedi nei tuoi occhi un luccichio che credevi non ci fosse più. E sorridi e sorridi ancora, perchè amare è bello, ma la consapevolezza di essere amati è una certezza scioccante e palpabile che ti si avvolge intorno all’anima come una coperta calda d’inverno.
La felicità è un concetto strano, si pensa che debba essere mente libera e corpo rilassato. Oppure farfalle nello stomaco e occhi luccicanti. Oppure ancora può sembrare entusiasmo e voglia di vivere al massimo.
La verità è che non lo sappiamo noi, non lo sanno gli altri, non lo sa nessuno. Nelle nostre vite la felicità non la sappiamo mai riconoscere.
Ma è dannatamente facile riconoscerla nelle vite degli altri.
Ci sono dei momenti fugaci in cui ti sembra che la tua vita non stia andando come deve andare. Sono momenti in cui ti fai prendere dal panico e dalla paura di non riuscire a vedere le cose come sono se non in quel preciso istante. Poi respiri, ti calmi, e scopri che non c’è niente di storto o sbagliato ma che tutto segue il filo logico dei tuoi desideri.
E’ che dovremmo imparare il significato della parola presente.