Stare con te è come quando arrivi a casa dopo un tragitto lunghissimo sotto la pioggia, col vento e il freddo e con una borsa pesante, e in casa c’è il camino acceso, ti fai un bagno caldo, metti il pigiama comodo, mangi la tua cena preferita, e poi ti metti sotto le coperte morbide e fresche di bucato e ti addormenti senza pensieri.
Le voci dentro di te sono quanto di più assordante possa esistere. Puoi tapparti le orecchie, cambiare stanza, uscire, ascoltare musica, fare finta di niente. Puoi allontanarti, puoi persino scappare. Puoi rinnegare ciò che senti, puoi andare in qualsiasi posto, in qualsiasi momento, di giorno e di notte, sperando di non sentire.
Puoi desiderare di strapparti il cervello e di strapparti le orecchie e di cavarti gli occhi e di smettere di respirare. Non c’è soluzione. Quella voce lì, quella che ti dice cosa provi e chi sei, la sentirai per sempre.
Ci ho pensato e ripensato. Mi sono fatta esami di coscienza e ho analizzato i miei comportamenti. Ho ripercorso discorsi e situazioni. Ho valutato, cercato giustificazioni e motivi. E sono arrivata ad una sola ed unica valida conclusione: devo smettere di voler bene alle persone.
Tutti i testi di tutte le canzoni d’amore del mondo ci ricordano che quelle cose che noi pensiamo essere uniche e irripetibili in realtà sono già state provate, scritte, dette e sentite da milioni di altre persone.
Amarsi è tanto facile. A volte bastano le parole, il suono della voce, il contatto della pelle. Amarsi è lasciarsi andare a qualcosa che non puoi affatto controllare, è una direzione presa dal cuore in autonomia, verso la quale fluiscono tutte le energie senza che tu debba fare alcuna fatica.
Odiarsi invece è difficilissimo. Bisogna dimenticare le cose belle, ricordare sempre e solo quelle brutte, abituarsi a quel senso di logorio profondo che ti rende triste e insoddisfatto e che speri passi e lasci il posto all’indifferenza e per questo ci vuole tanto impegno.
E io, in fin dei conti, sono sempre stata una persona pigra.
Sull’amore si potrebbero dire tante cose. Si potrebbe dire che è uno dei sentimenti più forti, che ti fa sentire come se camminassi ad un metro da terra per la felicità, che ti fa battere il cuore fortissimo quando vedi quella persona, che ti fa illuminare gli occhi quando ne parli. Si potrebbe dire che ti rende la vita migliore, che ti fa vedere tutto bello e ti fa pensare al futuro con emozione e senso di potere assoluto.
Quello che non si dice mai, invece, è che l’amore ti cambia. Ti entra dentro come un veleno, prende le tue difese e le distrugge, attacca il tuo raziocinio e lo rende inutile, ti soffoca, ti impedisce di respirare, ti annebbia la mente, ti fa fare cose che non avresti mai fatto, ti fa piangere, ti toglie il sonno e l’appetito, ti rende debole, ti impedisce di ragionare e dopo un po’, quando ha finito i suoi comodi, ti lascia a terra in mezzo alle lacrime a chiederti che razza di persona sei diventata.
Nei giorni successivi a quando te ne sei andato via di casa fumavo molte sigarette. Fumavo in balcone, mi sedevo per terra ma stavo scomoda, allora un giorno ci ho messo una sedia. Perfettamente al centro. Ho continuato a fumare lì tutti i giorni per un bel po’, poi i giorni sono passati, le cose sono successe, si sono capovolte, stravolte e ho continuato a vivere. Ma la sedia è ancora lì dove l’avevo messa quel giorno. Ogni tanto la guardo, mi ricordo di quei momenti ma non mi ci siedo mai, non la tocco nemmeno. Come se non volessi ritoccare quel dolore ma lo lasciassi lì a imperitura memoria di quanto tu sia stato per me. Quella sedia siamo noi, il nostro amore e la nostra fine. Ci saranno altre sedie, ci saranno altri balconi, ma la tua importanza resterà impressa in molti anni della mia vita.
Tipo quando non mangi, o quando non dormi, o quando pensi a tutte le ore alle stesse cose. Tipo quando pensi che non dovresti dire niente ma poi invece lo dici. Tipo quando pensi che non puoi stare peggio di come stavi un momento prima e il momento dopo stai peggio di qualsiasi momento successivo. Tipo quando fumi una sigaretta dietro l’altra e dici che no, poi smetti. Dovrei smettere tante cose.
Cosa puoi fare quando intorno a te tutto cambia ma tu rimani la stessa persona? Hai due scelte. Chiuderti in te stesso e dimenticare tutto quello che hai intorno, accettare la solitudine e ricostruirti un mondo nuovo. Oppure puoi accettare il cambiamento, vivere i tuoi giorni cercando di fare in modo che il vortice di cose che accadono e che non puoi fermare non ti porti via tutto quello che hai, tenerti stretti i tuoi punti fermi e l’essenza di cui sei composto, accettando che puoi essere chi sei e avere quello che vuoi anche in un mondo dove non riconosci più nemmeno il volto delle persone che avevi accanto fino a ieri. L’importante è che riconosci il tuo di volto.
The day you went away
You had to screw me over
I guess you didn’t know
All the stuff you left me with
Is way too much to handle
But I guess you don’t care
You don’t need to preach
You don’t have to love me, all the time
Whatever on earth possessed you
To make this bold decision
I guess you don’t need me
While whispering those words
I cried like a baby
Hoping you would care
You don’t need to preach
You don’t have to love me, all the time
You don’t have to preach
All the time